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lunedì 25 giugno 2012

Se il segretario regionale PD parla (male) di matrimoni gay


Ieri, su La Repubblica, Gianfranco Morgando, segretario regionale del PD ha scritto queste cose sul matrimonio omosessuale.

Io, invece, penso questo.

Caro Gianfranco, da militante PD e animatore di “Vorrei ma non posso. It’s wedding time” (la campagna a favore del matrimonio omosessuale che ha organizzato il carro dei matrimoni simbolici al Pride di Torino) sono rimasto quasi senza fiato nel leggere la tua lettera di ieri a Repubblica per l’arretratezza delle argomentazioni e la superficialità nel giudicare i matrimoni simbolici e i loro protagonisti.

Intanto l’arretratezza delle argomentazioni. Ma per quanto tempo ancora, caro Gianfranco, intendete (tu e tutta la dirigenza del mio partito) andare avanti dicendo che sui temi “eticamente sensibili bisogna ragionare e dibattere per costruire un orientamento prevalente”? Quanto ancora dovete discutere e dibattere?

mercoledì 20 giugno 2012

Chiedilo a Rosy (Bindi)

Ho deciso che il mio obiettivo adesso è lei. La Presidente del mio Partito, Rosy Bindi. Ho deciso che adesso voglio una risposta da lei. Una risposta guardandomi negli occhi. Una risposta diretta. Una risposta in cui non si parli genericamente, in terza persona plurale, degli omosessuali. Voglio che dica a me personalmente perché io, proprio io e non quelli come me, solo io, a causa della mia omosessualità debba avere qualcosa in meno di lei.

mercoledì 1 febbraio 2012

Fassina, ti prego, non rinunciare.

Tutti a complimentarsi con Stefano Fassina per il suo pubblico impegno a non subentrare a Lusi nel caso si dimettesse. Ovviamente il gesto gli fa onore e lo rende libero di esprimersi. E, ovviamente, niente contro Brunella Ricci (che subentrerebbe se Fassina rinunciasse) che non conosco ma sicuramente sarà una brava persona e brava politica. Però a me non piace questa cosa. E nel mio piccolo chiedo a Fassina di rinunciare alla sua rinuncia. Stefano Fassina è il responsabile economico del PD, ha straordinarie responsabilità affidategli dal Partito specie in questa fase di sostegno a un Governo, comunque la si veda, non politico. Io credo che Fassina dovrebbe sedere in Parlamento. E lì proseguire il suo impegnativo lavoro. Che peraltro, personalmente, apprezzo molto.

lunedì 5 dicembre 2011

3 sms sulla conferenza stampa di Monti.

SMS 1:
La ministra Fornero che piange è sicuramente sincera. Ma se la situazione è così drammatica io pretendo ministri con i nervi saldi.
SMS 2:
Testuale di Monti: "Ho dovuto imparare che la pensione minima è di 480 euro." Se veramente non lo sapeva poteva risparmiarsi la battuta.
SMS 3:
Per carità prima avevamo porci e cafoni,però quando presentate una manovra come questa non fate battute e non ridete. I precari vi guardano.
SMS EXTRA:
Avevo capito patrimoniale. Avevo capito IRPEF più alta per grandi redditi. Avevo capito riforma del mercato del lavoro. Avevo capito lotta all'evasione. Avevo capito male.

venerdì 14 ottobre 2011

3 SMS sulla nuova fiducia a B.


SMS 1:
I radicali NON hanno influito sul Quorum. Però ora sono un problema. Specie se bisogna costruire una strategia (…) in parlamento.

SMS 2:
Quante volte l’opposizione deve sbattere ancora la faccia per capire che IN PARLAMENTO B. non cadrà MAI!

SMS 3:
In piazza, su FB, in mezzo alle manifestazioni. Trai i vari indignati. Lì deve andare il PD ad ASCOLTARE come combattere e BATTERE B.!!!


SMS EXTRA:
D’Alema e Veltroni andate a cagare. Per sempre.

giovedì 15 settembre 2011

Manifesto per una rete LGBT nel PD. Come aderire e primi firmatari.


Per aderire scrivete a dirittiugualipertutti@gmail.com
indicando nome, cognome un contatto mail e telefonico e il vostro ruolo nel PD da elettore/iscritto a quello che siete.
DIRITTI E DIGNITÀ LGBT: UNA RETE PER IL PD
L’Italia appare sempre più caratterizzata da un complessivo arretramento politico, sociale, economico e culturale. La politica risulta ostaggio di una maggioranza illiberale, che mina in tutti i campi il principio costituzionale di laicità, rendendo così volontariamente impossibile la collaborazione e la crescita comune tra culture diverse.

Nasce Alessandria Bene Comune: ottimo, direi!

Alle prossime primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra alessandrino ci sarà una bella novità: Alessandria Bene Comune.
Una novità perchè per la prima volta avremo un candidato che non si presenterà da solo con le sue idee ma sarà portatore del lavoro di un gruppo di donne e uomini alessandrini.
Una bella novità perchè nasce dall'esperienza di Torino Bene Comune che aveva portato alla candidatura di Gianguido Passoni raccogliendone spirito, modalità di lavoro  e adattandoli per Alessandria.
ABC mi piace perché è l'esatta rappresentazione di come vedo io oggi l'ambito politico in cui vorrei muovermi: un ambiente di sinistra in cui non solo i programmi nascono dai contributi di tutte e tutti ma dove, soprattutto, le esperienze, le vite, le esigenze, i diritti e i valori di tante donne e tanti uomini hanno pari dignità e stessa cittadinanza.
Credo che ABC darà anche un bel contributo a tutto il centrosinistra e in particolare al mio partito, il Partito Democratico stimolando non già una competizione tra candidati ma uno slancio collettivo alla miglior proposta politica per le prossime elezioni comunali.
Con ogni probabilità nelle prossime ore Rita Rossa ufficializzerà la sua candidatura alle primarie. Ne sono felice perchè Rita oltre ad essere una brava politica e amministratrice è una donna e una cara amica al fianco della quale ho avuto l'onore di condividere importanti momenti politici della mia vita. Qualche mal pensante torinese mi ha detto che ABC metterà in difficoltà Rita. Io credo che sarà il contrario: Rita è una donna intelligente e sa che il nostro Partito dà il meglio di sè quando in campo scendono le idee e ciascuno di noi ha il coraggio di sostenerle e di farne strumento di confronto e di crescita.
Mauro Buzzi è il candidato di Alessandria Bene Comune. Chi conosce Mauro sa perché è il miglior candidato di un progetto come ABC. Chi non lo conosce (così come non si conoscono quasi mai i candidati) sa, almeno, che non solo può aver modo di conoscerlo ma anche di offrirgli il proprio contributo.
Nelle prossime ore sarà on line il sito di Alessandria Bene Comune. Non sarà il solito sito con biografia del candidato, quattro righe di programma e materiale elettorale. Sarà un sito aperto, una wiki, come si dice. Le quattro prorità che abbiamo elaborato sono la cornice di un quadro da dipingere e colorare tutte e tutti insieme.
Per ora fatevi amico Alessandria Bene Comune qui su Facebook e poi dalle prossime ore potrete frequentare il sito e contribuire al programma.

martedì 13 settembre 2011

Lo diciamo? D'Alema è parte del problema, non la soluzione.

 Il miglior commento possibile a queste parole di Massimo D'Alema è stato fatto da Ivan Scalfarotto. E lo potete leggere qui. Condivido tutto e quindi è inutile ribadire gli stessi concetti. Mi limito a ripetere una riflessione che ho fatto qulche tempo fa sui "solo" e sui "sempre".  La ripeto perchè il fastidio di D'Alema è evidente, palpabile. E' infastidito perchè deve parlare di diritti. E' infastidito perchè ancora una volta è costretto a parlare di omosessuali. Perchè meglio ripetere cento volte a cento feste democratiche le grandi teorie sui grandi problemi del Paese piuttosto che spingersi a riflettere sulle persone e sulle loro vite. Il problema però è di prospettiva. Ovvero cosa si considera per grande problema. Io per esempio considero grandi problemi, in qualche misura tra i motivi di debolezza anche economica dell'Italia, la mancanza di diritti, la difficoltà ad affrontare il futuro, la presenza di una classe dirigente vecchia, impreparata e incapace di leggere la società.
Con queste proposte, con queste soluzioni e con questa classe dirigente (tutta colpevole di averci portato fino a qui) non solo non risolveremo i problemi economici ma il nostro "spread" sociale, civile e culturale con il resto dei paesi occidentali continuerà ad aumentare.

lunedì 5 settembre 2011

Domani sciopero, cazzo.

Perché è giusto. Perché questa manovra è iniqua. Perché questa manovra è ingiusta. Perché sono precario da 15 anni. (Anche quando avevo "padroni" di sinistra). Perché volgio vedere i ricchi che pagano, cazzo.
Sì voglio vedere i ricchi pagare più di me. Voglio vedere i ladroni (lo dico senza paura di dirlo: i dentisti, i commercialisti, gli avvocati, i grandi commercianti, i professionisti, gli investitori) pagare. E voglio vedere i politici pagare le loro colpe. Voglio vederli pagare per averci portato fin qui. Perché vorrei sputare in faccia a quelli che mi dicono che tutti dobbiamo fare sacrifici. Ma fateveli voi i sacrifici. Una cazzo di volta nella vita. Domani sciopero perché vorrei essere in un Paese in cui tutti scioperano, in cui tutti si indignano davvero. Per sempre.
Domani sciopero perché vorrei un Paese giusto. Domani sciopero perchè non ho uno straccio di diritto e ho spesso l'impressione che se mi mettessi a urlare la maggioranza di questo Paese mi direbbe di abbassare la voce.

lunedì 29 agosto 2011

Cosa dovrebbe fare Penati.

Da più parti, nel PD, si chiede a Filippo Penati di rinunciare alla prescrizione, di farsi processare e (possibilmente) di farsi assolvere.
Io credo che sia sbagliato chiedere ciò a Penati. La rinuncia alla prescrizione e la decisione di affrontare un processo sono scelte di tipo personale e non politiche. Ha (per una volta) ragione Antonio Polito che sul Corriere di sabato dice che l'imputato "ha il diritto di difendersi nel processo e dal processo". Aggiungo io: basta che non lo faccia approvando nuove leggi ad personam.
Il vero gesto politico che invece dovrebbe fare Penati è liberare il PD da se stesso. Si dimetta dal Consiglio Regionale, lasci il partito, riconsegni la tessera a Bersani. Io non so se Penati ha preso tangenti o ha concusso degli imprenditori. Di certo ha intrattenuto rapporti che superavano l'istituzionalità del suo ruolo mettendosi nella posizione di potersi fare accusare. E questo non è un reato, ma un grave errore politico. E gli errori politici si pagano andando a fare un altro lavoro.
Secondo me.

lunedì 8 agosto 2011

Quando il PD fa arrabbiare Andrea.

Hanno fatto arrabbiare Andrea Benedino che su Facebook ieri scriveva: "ma santa polenta! possibile che non ci sia un cazzo di dirigente del pd che difenda una sua deputata dalle polemiche di Avvenire e di Giovanardi che la attaccano in quanto "colpevole" di essersi sposata con la donna che ama, utilizzando una legge di un altro paese dell'Unione Europea? mica sarete tutti imbarazzati??!!"


E ovviamente io concordo in pieno con lui.


Faccio solo due piccolissime annotazioni.
Anzitutto penso che la nostra pressione sulla dirigenza del PD debba essere asfissiante al punto da arrivare finalmente a una situazione in cui questo benedetto partito si occupi sempre dei temi lgbt sempre senza imbarazzi. E non solo quando è sollecitato. E non solo se menano uno. E non solo quando i nostri temi servono a fare polemica con la destra.
In secondo luogo non condivido solo quel "santa polenta". Non la usare mai più, Andrea! Promettimelo! Mannaggia ai pescetti.

mercoledì 6 luglio 2011

Il PD, i Diritti, i "solo" e i "sempre"


Penso di avere ormai capito come si sentissero le donne dei vari partiti di Sinistra quando, negli anni passati, portavano avanti le loro battaglie sulle quote rosa, le soglie minime, il diritto di tribuna: sopportate.
È la stessa sensazione che vive chi prova a portare nel Partito Democratico quei temi che sono in qualche modo legati alla laicità e ai diritti. E in particolare i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

E che si ripresenta ogni volta che c’è da scrivere un programma, presentare un documento, organizzare una Festa Democratica.  E regolarmente partono i distinguo, i giri di parole e poi la solita domanda: ma tu vuoi che parliamo solo di diritti? E questa domanda fa male. Perché è un’accusa. Un’accusa di egoismo e di miopia. Che non si può accettare.

giovedì 2 settembre 2010

Festa del PD glitter

In Via Palazzo di Città, sede degli uffici della festa del PD, questa mattina era tutto una pacca sulla spalla e un sospiro di sollievo. La pericolosa dodicesima giornata della Festa, quella dedicata alle tematiche gay, lesbiche e transessuali alla fine è passata senza imbarazzi e spargimenti di rimmel.


mercoledì 1 settembre 2010

Un fantasma (e tanti gay) si aggirano per la Festa Democratica


Perché lesbiche e gay affollano in questi giorni la Festa del Partito Democratico?
Forse perché si sentono orfani delle loro amate serate del week end e la Festa può essere un surrogato? Può darsi.
O forse perché l’ottimo organizzatore della Festa è stato un importante dirigente di Arcigay e GayLeft? Anche.O forse ancora perché sono previsti un dibattito sui diritti civili, la presentazione di due libri a tematica e addirittura la presenza sul palco principale, mercoledì prossimo, della più importante serata gay e lesbica di Torino. Sicuramente sì.
Ma, forse, questo non basta a spiegare la presenza così numerosa di gay e lesbiche alla Festa Democratica.